La maggior parte delle persone preferisce ascoltare la musica tramite smartphone o lettori mp3. Questi dispositivi riescono a gestire bene cuffie e auricolari con impedenza tra 8,16 e 32 Ohm. Oltre questi parametri fanno difficoltà, e il volume risulterà molto più basso a discapito anche della qualità. Un impianti stereo Hi-Fi da casa o un amplificatore per cuffie portatile, possono gestire al meglio anche impedenze nettamente superiori. In tal caso una cuffia professionale, o comunque di buona qualità, riesce a dare il meglio e offrire un’esperienza di ascolto più coinvolgente e dettagliata. Se già sapete che state acquistando una cuffia per un particolare dispositivo, conoscere i due dati di interfacciamento (impedenza e livello di uscita) del dispositivo su cui la proviamo, aiuta a fare una scelta ragionata.
Impedenza, che cos’è?
Con il termine impedenza si indica la resistenza elettrica di un circuito al passaggio di corrente alternata. L’impedenza si misura in Ohm (Ω) ed è un parametro importante da considerare (insieme alla risposta in frequenza e alla sensibilità) al momento di acquistare un paio di cuffie o auricolari per ascoltare musica.
In base all’utilizzo e al dispositivo che utilizzeremo con le cuffie bisogna scegliere un livello di impedenza differente. Le cuffie commerciali possiedono, in genere, un’impedenza di 32 Ohm, è quasi uno standard per questo mercato perché sono cuffie destinate all’utilizzo con i tablet e gli smartphone, periferiche con specifiche di basso spessore. Al contrario, in ambito professionale, si possono utilizzare cuffie da 80 o addirittura da 250 Ohm, quindi per ottenere il massimo del volume e una maggiore altezza della scena bisognerà modulare il segnale utilizzando un amplificatore.
Bassa o alta?
Come dovete orientarvi durante l’acquisto di un paio di cuffie? Devi sapere che più il livello di impedenza è basso e più è manovrabile, anche con i dispositivi come i lettori MP3 e smartphone. Al contrario, più l’impedenza è alta e più si rivelerà necessario l’utilizzo di un amplificatore per poter ottenere il massimo del volume dalle cuffie.
Un’impedenza acustica bassa (indicativamente tra 16 e 32 Ohm) oppone poca resistenza, quindi è facile da gestire, garantendo volumi più alti. Tenete presente che gli smartphone, i tablet e i lettori Mp3, essendo alimentati a batteria, non riescono a gestire molta corrente e quindi con impedenze superiori ai 32 Ω non garantiscono volumi alti di ascolto. Nel caso usiamo una cuffia, per esempio, con impedenza 80 Ohm, lo smartphone non riuscirà a contrastare correttamente l’impedenza e avremo un volume più basso perché la resistenza è maggiore. Al contrario, un’impedenza elettrica alta, che in certi tipi di cuffie può arrivare anche a 600 Ohm, richiederà una fonte adeguata per gestirla, come un amplificatore per cuffie.
Impedenza e qualità audio
Un’alta impedenza non significa necessariamente maggiore qualità audio. In commercio si possono trovare cuffie o auricolari professionali con una impedenza bassa, ma dalla qualità eccezionale. Bisogna considerare, però, che le cuffie con alte impedenze generalmente vengono utilizzate in studio di registrazione o da professionisti, ma anche da audiofili che cercano un’alta qualità e hanno esigenza di una certa fedeltà sonora. Le cuffie per studio professionali adottano componenti di prima qualità e membrane, trasduttori e altoparlanti con caratteristiche molto diverse tra loro, per offrire all’ascoltatore un suono che garantisca un’ottima qualità audio, ma spesso questa necessità porta anche a una richiesta maggiore di corrente. E qui entra in gioco anche l’impedenza, che può variare in base alla risposta in frequenza.
Per gestire in modo adeguato una cuffia e poter offrire un suono migliore, lineare e fedele, con dinamiche alte, i produttori adottano una diversa impedenza uscita per evitare variazioni nella risposta in frequenza al variare dell’impedenza ottenendo sempre la qualità sonora ottimale in qualsiasi condizione.














