- 1 Quando usarle?
- 2 Parola d'ordine: comfort
- 3 Cuffie chiuse, la soluzione migliore
- 4 Cuffie aperte
- 5 Passive o attive?
- 6 Cosa dice la normativa
Le cuffie anti-rumore in circolazione ti permetteranno di eseguire tutte quelle operazioni che normalmente producono un rumore eccessivamente alto e ripetitivo senza infastidire le tue orecchie: questi protettori dell’udito sono normalmente delle cuffie anti-rumore o paraorecchi che isolano parzialmente o totalmente dai suoni esterni per proteggere le tue orecchie. Tenete presente che una conversazione normale sarà tra i 60 ai 65 dB (decibel) mentre il suono di una motocicletta può arrivare fino ai 95 dB. La musica in discoteca, invece, può arrivare fino ai 112 dB mentre la sirena dell’ambulanza supera i 120 dB. Per capire a quali pericoli incorriamo tutti i giorni, bisogna dire che qualsiasi suono prolungato che supera gli 85 Db è considerato dannoso per l’udito. Per questa ragione, in molte condizioni lavorative e non, è necessario avere un buon isolamento acustico.
Quando usarle?
Il rumore negli ambienti di lavoro è un problema importante e diffuso in vari ambiti professionali. L’esposizione prolungata a rumore può portare, infatti, a una progressiva e irreversibile diminuzione della capacità uditiva. Per questo motivo, la scelta e la fornitura di cuffie anti-rumore risulta di particolare importanza e richiede una approfondita conoscenza della normativa di riferimento e un’attenta analisi delle condizioni lavorative.
Non indossare le cuffie anti-rumore, in ambienti in cui sono ritenute necessarie, è un atteggiamento non solo incosciente, ma anche illegale, quindi indossarle ti aiuterà a preservare la tua salute e quella dei lavoratori. Esistono poi, anche altre circostanze, fuori dal contesto lavorativo, in cui vengono usate, come ad esempio, al poligono o per la caccia.
Parola d’ordine: comfort
Delle buone cuffie devono essere non soltanto in grado di arginare i rumori, salvaguardando l’udito; devono avere tra le loro caratteristiche anche la comodità, visto che sono indossate per molte ore al giorno. Dovranno essere:
- Comode,
- Non troppo pesanti,
- Con archetto regolabile,
- Con imbottitura morbida, traspirante e anallergica,
- Pieghevoli.
Il comfort è un parametro di riferimento fondamentale, specialmente per chi deve indossare le cuffie per molte ore, quindi il design riveste una grande importanza, non tanto dal punto di vista estetico, quanto dal punto di vista funzionale. Dopo aver usato le cuffie, sarà necessario riporle o trasportarle, ecco perché un modello pieghevole è più indicato. Inoltre, esistono anche degli auricolari anti-rumore, che, grazie alle dimensioni e al peso ridottissimi, sono i più pratici da portare con sé ma, soprattutto, possono essere indossati anche sotto un casco protettivo. Alcuni li utilizzano anche di notte per contrastare eventuali rumori molesti.
Cuffie chiuse, la soluzione migliore
Meglio una cuffia aperta o una cuffia chiusa? Se lo scopo è quello della riduzione del rumore, la risposta è: meglio una cuffia chiusa. Ma vediamo perché. I modelli chiusi hanno dei padiglioni che creano una sorta di sigillo, bloccando i rumori provenienti dall’esterno. Grazie alla qualità, ai materiali e al design del padiglione, ma anche dal tipo di cuscinetti, questo tipo di cuffie rappresentano la migliore soluzione di riduzione dei rumori esterni.
Lo stesso discorso vale all’inverso, ovvero il suono emesso viene convogliato verso l’orecchio senza disperdersi verso l’esterno, permettendo cosi di avere una buona pressione sonora, senza che dall’esterno venga percepito alcun suono. Sono l’ideale per ascoltare la musica senza disturbare chi ti circonda, magari in biblioteca o vicino ad altre persone che guardano la TV o leggono un libro. Ovviamente la capacità di isolamento dipende dalla tipologia e dall’intensità del rumore esterno, ma con rumori normali l’isolamento è ottimo
Cuffie aperte
Le cuffie aperte, come è facile intuire, hanno un’apertura nella parte esterna del padiglione, e quindi non sono adatte alla riduzione del rumore esterno. In questi modelli l’isolamento acustico è nettamente inferiore in entrambe le direzioni, ovvero sia in ingresso che in uscita, perché l’aria riesce a passare liberamente. Quindi, le persone che vi sono accanto potranno percepire la musica che state ascoltando, e i rumori esterni saranno percepiti facilmente, in particolare quelli più intensi.
Se volete isolarvi dal mondo esterno per immergervi completamente nella vostra musica preferita, questa tipologia di cuffia non è la soluzione migliore, a meno che non alziate di molto il volume o non siate in una stanza molto silenziosa. Le cuffie aperte sono indicate per chi vuole essere consapevole di cosa accade intorno, per esempio se volete ascoltare la musica o vedere un film, ma percepire se qualcuno vi chiama, vi parla o se succede qualcosa di importante attorno a voi.
Passive o attive?
Premesso che nessuna cuffia isola completamente dall’esterno, perché i rumori vengono attenuati ma mai eliminati completamente, sul mercato si possono distinguere due tipi di cuffie anti-rumore:
- Passive e
- Attive.
Le prime si limitano a isolare l’orecchio dai rumori circostanti e a proteggerlo dai toni bassi, che sono quelli tipici, per esempio, di un cantiere, un’officina, un impianto industriale etc. Sono questi gli ambiti principali in cui l’orecchio ha bisogno di un aiuto, ma nulla vieta di utilizzare le cuffie in svariate altre situazioni della vita quotidiana, per proteggersi da vicini molesti, per studiare con maggiore concentrazione, quando si suona uno strumento musicale o al poligono di tiro. Per quanto riguarda le cuffie attive, invece, il discorso è più complesso. Sono in grado di bloccare efficacemente i rumori molesti, per esempio quelli oltre gli 82 dB, ma lo fanno in modo selettivo. Significa che permettono di sentire altri suoni (come le voci delle persone vicine o allarmi) e sono l’ideale in una situazione in cui è necessario isolarsi da rumori potenzialmente pericolosi (come uno sparo), ma risulta necessario anche comunicare.
Cosa dice la normativa
Prevenire l’inquinamento acustico e difendersi dai suoi effetti significa mettere in atto interventi appropriati perché sorgenti sonore, come le macchine per lavorazioni industriali, elettrodomestici, aerei, etc., non emettano suoni forti che causano disturbi o danni all’udito. Ogni cuffia anti-rumore deve essere accompagnata dai dati di attenuazione sonora (e cioè la capacità della cuffia di ridurre il livello di rumore percepito all’orecchio) forniti dal fabbricante e determinato in base a quanto specificato nella Norma UNI EN 458.
L’attenuazione deve essere tale da non generare una protezione insufficiente (> 82 dB e/o > 135 dB) o, viceversa, una iper-protezione (< 65 dB). Si ritiene accettabile un’attenuazione che porta i livelli di esposizione quotidiana al rumore tra i 65 e gli 80 decibel (dB) e al di sotto dei 135 dB. Secondo quanto stabilito dal ministero, la valutazione dei rischi è il primo passo da compiere per la scelta delle cuffie anti-rumore da utilizzare in ambiti aziendali.














