- 1 Cuffie e inquinamento acustico: i danni alle nostre orecchie
- 2 Quale tipologia di cuffia utilizzare?
- 3 Altre patologie auricolari
- 4 Le cuffie wireless fanno venire il cancro?
- 5 Conclusioni
Le cuffie sono dannose o meno per la nostra salute? Periodicamente vengono pubblicati articoli scientifici allarmati sulla pericolosità di questo prodotto, con successiva smentita o attenuazione di quanto riportato a stretto giro. Invero, come spesso accade per qualsiasi prodotto tecnologico, non sono le cuffie dannose in sé ma per l’uso scriteriato che se ne fa, esponendo innanzitutto le nostre orecchie a uno stress tale che può invero generare serie problematiche nel lungo periodo. In questa nostra breve analisi inoltre non svicoleremo da un’altra polemica sulla salute più legata negli ultimi anni ai prodotti wireless, e agli effetti in particolare che comporterebbe l’uso di queste cuffie fino all’insorgenza di patologie tumorali.
Cuffie e inquinamento acustico: i danni alle nostre orecchie
I dati a disposizione sono inoppugnabili: secondo quanto riportato dalla Commissione Europea, tra i 2 e i 10 milioni di cittadini continentali vanno incontro a una riduzione della capacità uditiva a causa dell’inquinamento acustico, tra clacson, sirene e rumori vari. Ma anche le cuffie con cui ascoltiamo musica e riproduzioni audio in genere possono alimentare tale problematica
soprattutto se ascoltiamo alzando al massimo il volume, magari per attutire i rumori esterni: ma i decibel elevati nel lungo periodo danneggiano il nostro timpano, che è molto sensibile. Il consiglio banalmente, è di evitare di usare per tante ore le cuffie a volume troppo elevato, poiché diversi studi scientifici hanno dimostrato che va ad incidere sulla nostra capacità sensoriale.
Una buona soluzione potrebbe risultare l’utilizzo di cuffie con cancellazione del rumore passiva e attiva, le quali garantiscono un annullamento dei suoni fastidiosi pari al 70 per cento, e ciò consentirebbe di regolare meglio la fonte sonora, verso decibel più accettabili per il nostro orecchio.
Quale tipologia di cuffia utilizzare?
Secondo i medici, la musica dovrebbe essere ascoltata allo stesso livello sonoro della parola, ovvero 30-40 decibel. Invece molto spesso portiamo al massimo il volume delle nostre cuffie, arrivando fino a 100-120 decibel, che è l’equivalente del rombo del motore di un aereo, per intenderci. Tuttavia anche la tipologia di cuffia utilizzata può incidere per prevenire i danni uditivi: quali sono le migliori? Sul mercato abbiamo
- Cuffie in ear
- Cuffie on ear
- Cuffie over ear
Quanto più l’auricolare è posto fuori l’orecchio, tanto meno si corrono rischi per il nostro udito, per cui le cuffie over ear sono le migliori per contrastare la perdita di udito, e non a caso questi modelli con il padiglione che ricopre interamente l’orecchio vengono utilizzati in ambienti lavorativi dove si riscontra un elevato stress sonoro. Le più sconsigliate dalla scienza medica sono invece le cuffie in ear che si infilando direttamente nel condotto uditivo, a meno di non utilizzarle senza oltrepassare il livello di decibel indicato.
Altre patologie auricolari
Gli studi di settore hanno riscontrato altre possibili patologie derivanti da un uso scorretto e nocivo delle cuffie: in particolare l’uso prolungato può comportare una sudorazione eccessiva che rappresenta la base di coltura per batteri e infezioni varie, che possono comportare problematiche anche gravi per il nostro canale uditivo.
Il consiglio come sempre è di evitare un utilizzo eccessivamente prolungato delle cuffie a meno che non sia indispensabile, ad esempio a fini lavorativi. Le case di produzione negli ultimi anni hanno cercato di ovviare a questo problema, che anche priva di conseguenze dal punto di vista medico rappresenterebbe comunque un disincentivo all’acquisto, utilizzando materiali rinfrescanti per gommini e le altre componenti a contatto con l’orecchio, con buoni risultati di efficacia.
Le cuffie wireless fanno venire il cancro?
Qualche anno fa ha avuto grande eco mediatica uno studio scientifico che puntava il dito contro le cuffie wireless, e in particolare lo standard più utilizzato, quella tecnologia bluetooth che utilizza frequenze radio a corto raggio, che nel lungo periodo avrebbe potuto contribuire all’insorgenza di patologie tumorali. Da allora diversi studi pro e contro questa tesi si sono susseguiti, concentrandosi sulla scia delle emissioni e radiazioni che tutti i dispositivi tecnologici che noi utilizziamo ogni giorno producono, telefoni cellulari in primis, analizzando il loro impatto sul nostro organismo. Ebbene, per le cuffie wireless
si è giunti provvisoriamente alla conclusione che le emissioni prodotte dalle cuffie bluetooth hanno una potenza troppo bassa per danneggiare qualsiasi tessuto biologico. Inoltre le case produttrici hanno tutto l’interesse ad abbassare e non ad aumentare queste emissioni per preservare la durata della batteria, quindi gli esperti sostengono che, se tale tecnologia fosse davvero pericolosa, dovrebbe esserlo in modi che nessuno ha mai immaginato finora.
Conclusioni
Alla domanda se le cuffie sono dannose, possiamo quindi rispondere, non, non lo sono se ne facciamo un uso accorto e consapevole. Questo vuol dire che sia dal punto di vista della regolazione del volume, che per le ore di utilizzo giornaliero, se siamo moderati non avremo conseguenze negative sul nostro corpo. Incide molto, va da sé, anche la qualità del prodotto, per cui è meglio spendere qualche soldino in più e non accontentarsi di un modello di qualità scadente sia nei materiali che nelle funzionalità.















