Tra le cuffie senza fili, oggi sul mercato, i modelli a infrarossi sono considerati tra i più fedeli nella riproduzione audio e tra i più longevi. L’utilizzo principale che se ne fa riguarda l’ascolto di musica o la visione della TV, per film, serie o altro. Secondo autorevoli pareri, il suono riprodotto da alcuni modelli di fascia alta di cuffie senza fili a infrarossi è equivalente, in qualità, a quello delle tradizionali cuffie cablate. Inoltre, grazie ai ridotti consumi energetici, le cuffie a infrarossi senza fili godono di una discreta durata della batteria. Anche quando alimentate con pile ricaricabili, nei modelli di buona fattura, si arriva a più di 20 ore di utilizzo prolungato con una singola carica. Anche il costo è uno dei vantaggi di queste cuffie, perché, rispetto alle altre, sono meno care. Si dividono in varie fasce di prezzo: da quella economica (sotto i 50 euro), a quella media (sotto i 100 euro), fino ad arrivare ai prodotti di gamma (sopra i 100 euro).
Le tre connessioni wireless
In un’ipotetica classifica delle valutazioni da fare prima dell’acquisto di una cuffia senza fili, oltre al prezzo, c’è senza dubbio il tipo di connettività che utilizza. Tutte le migliori marche di dispositivi di questo tipo propongono diverse soluzioni affidandosi:
- ai raggi infrarossi,
- al Bluetooth o
- alla radiofrequenza.
Come è facile immaginare, ognuna di queste tecnologie comporta svantaggi e svantaggi che rendono le cuffie più o meno adatte all’utilizzo che ne vuoi fare. I modelli a infrarossi sono quelli più economici e il tipo di connettività non è soggetto a interferenze e quindi assicura una qualità d’ascolto nel complesso buona. Di contro, però, la portata è ridotta e quindi dovrai utilizzare le cuffie senza allontanarti dal ricevitore. Più o meno la stessa considerazione va fatta per i modelli Bluetooth: la connessione wireless è stabile e semplice da eseguire ma anche in questo caso la portata è limitata, sebbene più ampia rispetto ai raggi infrarossi (intorno agli 8-10 metri). Le cuffie a radiofrequenza, invece, permettono una libertà di movimento elevata, al punto che è possibile utilizzarle anche in stanze differenti rispetto a quelle dov’è collocato il ricevitore. Sono però più care e a volte la trasmissione può essere disturbata da altre connettività wireless presenti nella stanza.
Come funzionano?
La tecnologia a infrarossi (abbreviata in IR), è in grado di trasmettere un segnale audio stereofonico da una sorgente a un ricevitore collocato sulle cuffie. Sul trasmettitore sono presenti diodi emettitori di luce (LED), che producono un fascio concentrato di luce pulsante e invisibile all’occhio umano. In particolare le cuffie wireless a raggi infrarossi utilizzano un segnale sotto forma di fascio di luce compreso nella banda tra 2 MHz e 4 MHz. Il ricevitore è in grado di captare queste pulsazioni su canali stereo separati (destro e sinistro) e di convertirle in un segnale digitale che genera suoni udibili.
Il termine infrarossi deriva dal latino e sta a indicare onde di luce oltre lo spettro visibile. Le onde luminose più lunghe visibili all’occhio umano sono infatti quelle rosse, poste al termine dello spettro luminoso e gli infrarossi stanno appunto al di sotto del rosso.
Vantaggi e svantaggi
La tecnologia a infrarossi ha il vantaggio di non subire interferenze, come invece succede nella radiofrequenza. A detta di molti, queste cuffie rappresentano il top a livello di qualità audio. Funzionano entro i 10 metri all’interno di una stessa stanza, se non si frappongono impedimenti a livello fisico. Ci deve anche essere una chiara linea immaginaria tra trasmettitore e ricevitore, la stessa linea che viene percorsa dalla luce. Se nel mezzo ci sono mobili o pareti, il segnale IR viene interrotto, perde qualità o addirittura non arriva al ricevitore.
L’ideale è dunque posizionarsi in linea retta con il televisore o l’impianto stereo da cui proviene il segnale. Tuttavia, gli ultimi modelli di cuffie a infrarossi sono dotati di un ricevitore tri-direzionale, in grado di captare un fascio più ampio di luce diffusa. Ciò consente di ricevere il segnale in uscita anche se non si sta proprio di fronte al trasmettitore.
Per quale uso
A seconda del tuo modello di cuffie senza fili, per collegare i due dispositivi, puoi utilizzare un ingresso audio digitale, o ingressi RCA analogici, o anche una porta mini jack. Una volta acceso il dispositivo sorgente e attivate le cuffie, puoi godere di un suono di alta qualità anche in ambiente domestico. Per la loro specifica proprietà di non subire interferenze (vengono modulati differentemente su ogni singolo apparecchio) gli infrarossi sono la tecnologia ideale per un ascolto privato. Chi vive o lavora in luoghi affollati, può facilmente sperimentare come i segnali della radiofrequenza siano in grado di sovrapporsi e interferire reciprocamente.
I raggi infrarossi non sembrano avere particolari effetti negativi sulla salute umana. In questo caso infatti non si producono campi elettromagnetici e la potenza dello spettro luminoso non è mai così forte da produrre danni al nostro organismo.














