- 1 Criteri di valutazione
- 2 La normativa
- 3 Quale scegliere?
- 4 Otoprotettori su misura
- 5 Attenuazione sonora
- 6 Comfort e prezzi
Il rumore negli ambienti di lavoro è ormai diventato uno dei problemi più importanti e diffusi nel nostro paese; l’esposizione prolungata a rumore può infatti portare a una progressiva e irreversibile diminuzione della capacità uditiva del soggetto esposto. Per questo motivo, la scelta e la fornitura di idonei Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) o otoprotettori risulta di particolare importanza e spesso non scontata, che richiede una approfondita conoscenza della normativa di riferimento e un’attenta analisi delle condizioni lavorative. Non indossare le cuffie anti-rumore è un atteggiamento incosciente e illegale, quindi indossarle ti aiuterà a preservare la tua salute e quella dei lavoratori. Ma quale scegliere? Leggendo la nostra guida, scoprirai cosa dice la normativa e quali sono le migliori cuffie anti-rumore del 2019.
Criteri di valutazione
Scegliere gli otoprotettori corretti è essenziale per garantire l’incolumità dei lavoratori e rispettare la normativa. Quali sono i criteri da valutare per scegliere bene gli otoprotettori?
- La certificazione CE
- L’attenuazione sonora
- Eventuali problemi medici del lavoratore
- Il comfort della cuffia
Ricordiamo che dopo l’acquisto degli ortoprotettori è necessario educare gradualmente i lavoratori al corretto utilizzo, per evitare che si sviluppi una riluttanza a indossare le cuffie, garantendo la massima sicurezza sul posto di lavoro e il rispetto della normativa.
La normativa
Secondo quanto stabilito dal ministero, la valutazione dei rischi è il primo passo da compiere per la scelta degli otoprotettori corretti da utilizzare in azienda, tenendo conto che questa valutazione va stabilita ovviamente prima che il lavoratore inizi la sua attività. Successivamente vanno considerati tutti i fattori di ergonomia a seconda delle caratteristiche del personale e vanno formati tutti i dipendenti sul corretto utilizzo dei DPI. Per la scelta degli otoprotettori dpi della giusta categoria è necessario procedere alla misurazione di:
- La pressione acustica di picco,
- Il livello di esposizione giornaliera al rumore (settimanale nel caso in cui l’esposizione al rumore sia discontinua).
Quale scegliere?
Gli otoprotettori possono essere divisi in due diverse categorie:
- Le Cuffie
- Gli auricolari
Le cuffie sono formate da due padiglioni auricolari realizzati in plastica che proteggono l’orecchio da rumori esterni, sono maggiormente performanti rispetto ai mezzi da inserimento, ma tendenzialmente possono essere più fastidiose per un uso prolungato. In alcune situazioni specifiche, le cuffie possono essere accompagnate da caschi che abbattono ulteriormente i decibel attenuando le vibrazioni delle ossa del cranio. Gli auricolari, invece, sono funzionali per l’abbattimento di rumori fino a 95 dB.
Otoprotettori su misura
Comodità, comunicazione, concentrazione, facilità d’utilizzo, igiene e risparmio: tutte queste qualità rendono i tappi modellati i dispositivi di protezione individuale contro il rumore molto apprezzati dai lavoratori e dalle aziende. Meno isolanti dei caschi anti-rumore e più efficaci e comode di cuffie, inserti auricolari e tappi in gommapiuma, le protezioni uditive su misura hanno anche un’ampia gamma di filtri (attenuazione dei rumori intensi a determinate frequenze o attenuazione lineare che facilita la comprensione di una conversazione) per adattarsi a tutti i livelli sonori. Le protezioni uditive su misura, fabbricate grazie alla tecnologia 3D, sono una replica precisa delle impronte realizzate dal tecnico della prevenzione. Si adattano perfettamente alle orecchie di chi le indossa e possono essere indossate quotidianamente, indipendentemente dalla durata effettiva dell’esposizione al rumore: dalle 2 ore fino alle 8 ore.
Si tratta di una protezione uditiva su misura che protegge dal rumore, senza isolare. Il modello di tappo anti-rumore con filtro viene progettato specificatamente per ogni singolo dipendente: il metodo prende in considerazione il livello del rumore, la percezione e le caratteristiche di ciascun lavoratore.
Attenuazione sonora
Prevenire l’inquinamento acustico e difendersi dai suoi effetti significa mettere in atto interventi appropriati perché sorgenti sonore, come le macchine per lavorazioni industriali e artigianali, elettrodomestici, autovetture, aerei, etc., non emettano suoni forti che causano disturbi, fastidi e danni all’udito. Ogni cuffia anti-rumore deve essere accompagnata dai dati di attenuazione sonora (e cioè la capacità dell’otoprotettore di ridurre il livello di rumore percepito all’orecchio) forniti dal fabbricante e determinato in base a quanto specificato nella Norma UNI EN 458. L’attenuazione deve essere tale da non generare una protezione insufficiente (> 82 dB e/o > 135 dB) o, viceversa, una iperprotezione (< 65 dB).
Si ritiene accettabile un’attenuazione che porta i livelli di esposizione quotidiana al rumore tra i 65 e gli 80 decibel (dB) e al di sotto dei 135 dB.
Comfort e prezzi
La scelta degli otoprotettori dovrà tenere in considerazione dei fattori di confortevolezza dei dispositivi che i lavoratori dovranno indossare, tra cui il peso, l’ingombro, i materiali di costruzione, la pressione dell’archetto, la regolabilità delle cuffie, la facilità di inserimento e di estrazione degli inserti, etc. La scelta degli otoprotettori dovrà quindi essere fatta solo dopo aver consultato i diretti interessati. Prima di scegliere un certo tipo di cuffia anti-rumore al posto di un’altra, è opportuno valutare anche quest’aspetto. La qualità va spesso di pari passo con il prezzo. Vediamo ora quanto spendere per un paio di cuffie anti-rumore. I migliori ortoprotettori del 2019 sono divisi in tre fasce di prezzo: una prima fascia economica (sotto i 50 euro), una seconda fascia intermedia (sopra i 50 euro) e una fascia alta (sopra i 100 euro).














